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FINALISSIMA, 11 AGOSTO 2018

Concorso letterario Faraglioni d'Ogliastra

La Ars Artium Editrice, in collaborazione con l’associazione culturale FORMA E MATERIA, comunica che l'11 agosto, presso il Chiosco Bar Baia Cea, a partire dalle ore 20.00, si terrà la fase finale del Concorso Letterario FARAGLIONI D’OGLIASTRA.

Il programma prevede un’ampia serata di presentazione delle opere e degli autori, impreziosita da alcune letture con accompagnamento musicale dal vivo. A conclusione dell'evento verranno decretati i vincitori del concorso e si effettuerà la premiazione di rito, con la consegna dei premi e degli attestati di partecipazione.

Come già annunciato, le opere ammesse alla fase finale sono:

  • Il Convento Cappuccino di Tortolì di Angela Cannas
  • In Punta di Penna di Nino Melis
  • Un Giardino di Fogli di Roberto Puddu
  • Il Viaggio di Elau di Barbara Figus
  • Per non dimenticare: emigrazione Triei-Ardali negli anni ’50-’60 di Cinzia Sagheddu
  • Dalla Ferula al Leccio di Mirella Manca
  • Ogliastra Arcana di Martina Lorrai

La presentazione e valutazione delle opere avverrà attraverso il lavoro della giuria composta da Piero Coccollone, Piero Carta, Franco Ladu, Michela Girardi, Sergio Cadeddu e Chiarina Mulas

Un’occasione che accomuna non solo coloro che hanno deciso di partecipare attivamente, scrivendo le loro opere e sottoponendole all’esame della giuria, ma in senso più ampio tutti coloro che amano la letteratura, che siano essi autori, operatori del settore editoriale o semplici amanti della lettura. In questo senso ci auspichiamo una larga partecipazione, perché la cultura non è solo di chi la produce, ma di chi si rende partecipe di ogni suo evento.

FARAGLIONI D’OGLIASTRA vi aspetta quindi numerosi, per una prima edizione che intende crescere negli anni, nell’ottica di una partecipazione sempre più ampia, alla scoperta di nuove storie e nuovi talenti.

La redazione


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"Nessuno ignora che l'eloquenza e tutte le altre manifestazioni dell'ingegno hanno perso il loro antico fulgore non per mancanza di personalità all'altezza, ma perché i giovani sono disimpegnati e i genitori disinteressati, perché gli insegnanti sono incompetenti e perché si dimenticano le antiche abitudini”.

Cosi affermava Tacito, già per i suoi tempi, nel Dialogus de Oratoribus.
Oggi si può affermare ancora di più la stessa cosa.
La soluzione proviene ancora dall'antichità e Cicerone con il suo De Oratore, manuale tecnico di oratoria scritto in forma di dialogo, può ancora insegnare ai giovani come imparare a parlare in pubblico.