Storie di Niente e altri Misteri


La vita di ciascuno e di tutti insieme è un percorso drammaticamente impegnativo, segnato da esclusione, marginalizzazione e solitudine, ambiguità e dolore. Fragilità. E tuttavia rimane sempre aperto e operante un orizzonte di riscatto, di fedi sotterranee che possono emergere e dare consistenza solida e duratura alla sfida esistenziale. Talvolta, solo consolazione, riparo. La letteratura e i racconti della scrittrice penetrano questi processi, ne descrivono i risvolti e le implicazioni: ridisegnano la direzione dell’umano. Sono valori che resistono e che accrescono la loro valenza quando agisce il mondo femminile, una riserva di autenticità e umanità.

L’amicizia e la solidarietà, i legami profondi; l’amore fiero, provato e resistente rispetto alle incursioni del tempo; la famiglia come cellula di di-fesa individuale e sociale, di corrispondenze intime benché attraversata da ambiguità e compressione; il lavoro e l’operosità, semplici e complessi, come campo di identità e 
conferme, benché letto anche come confine di esclusione.
La connotazione dei valori al femminile è aggiuntiva, non di contrapposizione né, tantomeno, di polemica. Un messaggio che proviene dalle azioni e dalle parole delle protagoniste, senza esibizioni esteriori. 
Dietro la limpidezza della sua prosa equilibrata e levigata, c’è un lavoro di selezione e di pulizia della parola, di rigenerazione terminologica, di preciso confinamento dei significati. Rispetto alla superficialità indistinta, alla dispersione di senso, alla evanescenza nell’uso sociale della parola, alla dissipatezza e alla incertezza identitaria che ne deriva, l’autrice, esperta della lingua come strumento d’ordine e di ridefinizione della nostra esperienza, come canale di dialogo e di riscoperta di un’equa dimensione umana, impiega il rigore della parola come rigore della coscienza ristabilendo il contatto diretto della parola con la cosa che vuol significare. Senza incrostazioni devianti: un rapporto profondo ma leggero tra termine e realtà. Un marchio di fabbrica, con qualche nesso arcano, della trasparenza e della qualità linguistico espressiva della nostra. Una soluzione che non è di elegante formalismo, ma di stile autentico che è sintesi di sostanza filosofica, di visione del mondo, di competenza e impegno culturale, di scelta intellettuale e, cioè, insieme, stile espressivo. Pieno, originale.

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Maria Rosaria Verdicchio

Nata a Latina. Ha vissuto e lavora in Sardegna.  È insegnante di Lettere
e Storia. È autrice di due romanzi, “Le stazioni del vento” e “La ruota degli innocenti”, pubblicati
con lo pseudonimo di
Nicoletta Vinciguerra.